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La Droga Contro Le Droghe

Da secoli la pianta di TABERNANTHE IBOGA è venerata come ‘ponte per la coscienza divina’. Adesso si scopre la sua forza di guarire le tossicomanie.
Quello che interessa oggi ai medici e agli scienziati è l’effetto di un alcaloide estratto. Si rivela come un rimedio molto efficace contro tutti generi di tossicomanie: dalla dipendenza all’alcol, alla nicotina, all’eroina, alla cocaina, al metadone ed altre.
I rapporti della "International Coalition for Addict SelfHelp" (ICASH),- una organizzazione privata che si occupa della ricerca sull’Ibogaina, sui trattamenti e altre forme terapeutiche - indicano che il 75% dei pazienti sono usciti dalla loro dipendenza dopo solo un trattamento affiancato da una psicoterapia. Sarebbe un risultato che supera tutte le altre terapie conosciute. Una dipendenza fisica o psicologica si "dissolve" senza i temuti sintomi di astinenza.
Da tempi remoti i pigmei e altre tribù dell’Africa Equatoriale venerano il cespuglio dai baccelli arancioni come pianta divina.
"Eboka" significa: "legno miracoloso". La definizione scientifica è TABERNANTHE IBOGA, della famiglia delle APOCYNACEAE. La particolarità è l’effetto dell’estratto della radice: Causa una ebbrezza considerata sacra che corrisponde ad un "viaggio mistico-visionario".
Nota come iboga, l’uso di questa pianta è molto diffuso tra la popolazione dei Fang del Gabon, nella pratica della religione sincretica del Bwiti, in particolare durante i riti di iniziazione. In genere dopo un periodo di astinenza da alcool e sesso, l’iniziato ingerisce gradualmente una grande quantità di corteccia di radice di iboga, fino a raggiungere uno stato di incoscienza che dura per 2-3 giorni e notti consecutive. Al momento della perdita di coscienza, l’anima lascia il corpo e viaggia nell’altro mondo. Il corpo è percepito da una prospettiva esterna e la distanza da esso diventa sempre più grande, fino alla sensazione di essere risucchiati in un vortice di luce. Secondo i bwitisti, l’uscita dell’anima dal corpo è causata dal suono dell’arco sonoro, mentre il movimento opposto (e quindi la fine del viaggio) da quello dell’arpa sacra. L’iniziato è ora un nuovo nato, un “morto vivente”. La pianta è anche utilizzata come stimolante, per aumentare lo stato di allerta, ridurre la fatica, la fame e la sete durante la caccia e come afrodisiaco. Il principio attivo è l’ibogaina. Il cespuglio TABERNANTHE IBOGA contiene almeno 12 alcaloidi. Il più importante è l’ibogaina, un forte stimolante, che provoca delle visioni se preso in dosi alte. I guaritori tradizionali la usano per curare un gran numero di malattie, fra l’altro la sterilità, qualunque disturbo mentale e l’esaurimento. Anche i colonialisti europei approfittavano di quest’ultimo effetto per resistere alla stanchezza durante le veglie o le marce faticose. 30 anni fa l’ibogaina era stata riscoperta come droga contro le droghe; e le ricerche degli ultimi anni fanno dell’ibogaina il mezzo per "interrompere la tossicodipendenza" più promettente che esiste; soprattutto perché finora si usavano soltanto dei "sostituti" (come il metadone per l’eroina), che non liberano completamente la persona perché in qualche modo si va a sostituire una dipendenza con un’altra.
E' importante sapere che l’iboga non può causare nessuna dipendenza psicologica o fisica. Precisamente perché si tratta di un processo di confronto psicologico. E in più: dopo l’ingestione ripetuta l’effetto psichedelico sparisce.
La corteccia di Iboga viene masticata per vari scopi farmacologici o ritualistici. L'Iboga normalmente cresce fino a 2 metri. Nelle giuste condizioni, può raggiungere un'altezza di 10 metri. Ha delle piccole foglie verdi. I fiori sono bianchi e rosa, i frutti sono arancioni ed hanno una forma ovale. Le sue radici gialle contengono diversi alcaloidi: in particolare l'ibogaina, che si trova maggiormente concentrata negli strati esterni. La radice, di sapore amaro, provoca una sensazione anestetica nella bocca e ridotta sensibilità della pelle.
L'albero di iboga è il pilastro centrale della religione Bwiti praticata nell'Africa centro-occidentale: principalmente in Gabon, in Camerun e nella Repubblica del Congo. I bwitisti ritengono che l'arbusto sia l'Albero della Conoscenza di cui parla la Bibbia. Le radici della pianta vengono utilizzate in varie cerimonie. L'iboga viene presa in dosi massicce dagli iniziati al momento di entrare nella religione. Viene mangiata in quantità minori in occasione di rituali e danze tribali, che si tengono, solitamente, nottetempo. I Bwiti sono stati oggetto di una persecuzione da parte di missionari cattolici, che ancora oggi si oppongono con decisione alla diffusione del loro movimento religioso. Léon M'ba, prima di diventare il primo Presidente del Gabon nel 1960, difese la religione Bwiti e l'uso dell'iboga nel periodo in cui la Francia aveva controllo sulle proprie colonie in Gabon. Il 6 giugno 2000, il Consiglio dei Ministri della Repubblica del Gabon ha dichiarato la Tabernanthe Iboga un Tesoro Nazionale.


Link:

La Droga Contro Le Droghe

Tabernanthe Iboga La Leggenda..

Video Report Iboga

Neppure io credevo fosse possibile..

La Mia Prima Esperienza Con L' Iboga

I mandrilli e le radici dell’iboga

TABERNANTHE IBOGA - LA NATURA CONTRO LE DIPENDENZE

Informazioni per il trattamento

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