Passa ai contenuti principali

I Mandrilli e le Radici dell’ Iboga

Nelle foreste del Gabon e del Congo, i nativi affermano che, tanto tempo fa, osservarono i cinghiali scavare e mangiare le radici allucinogene dell’iboga (Tabernanthe iboga Baill., famiglia delle Apocynaceae).

I cinghiali che assumono l’iboga evidenziano un comportamento convulsivo, saltano di qua e di là e mostrano reazioni di paura e stati allucinatori. Anche i porcospini e i gorilla subiscono volontariamente questi effetti. Osservando questi animali, i nativi allora li imitarono e fu così che scoprirono gli effetti visionari di questa pianta.

Nel corso di ricerche in Gabon, volte allo studio dell’uso dell’iboga nel culto religioso del Buiti presso i Fang, Mitsogho, Apindji e altre tribù bantu che vivono nella foresta equatoriale, numerose volte l’autore di questo sito ha avuto conferma dai suoi informatori del fatto che diverse specie di animali si cibano di iboga per drogarsi.

Uno sciamano (nganga) mitsogho riportò l’uso dell’iboga fra i mandrilli maschio. I mandrilli vivono in comunità allargate, seguendo una rigida struttura gerarchica. In cima alla scala gerarchica v’è un capo maschio, a cui soggiacciono altri maschi forti e sotto di questi stanno i maschi più deboli. Quando un mandrillo maschio deve intraprendere una lotta con un altro maschio, per la conquista di una femmina o per conquistare un gradino gerarchico più elevato, non si cimenta immediatamente nella lotta. Esso si reca prima a cercare una pianta di iboga, la sradica dal terreno e ne mangia la radice; attende che gli siano saliti gli effetti (un’attesa che può durare 1-2 ore), dopodiché va all’attacco dell’altro maschio contro cui deve lottare. Il fatto che il mandrillo attende la salita degli effetti dell’iboga prima di attaccare dimostra un elevato grado di premeditazione e di consapevolezza di ciò che sta facendo (Samorini 2000, pp. 70-72).

Sempre in Gabon, André Walker (1949, p. 630) riportava che “gli indigeni attribuiscono la scoperta dell’iboga ai cinghiali, che ne sono molto attratti. Questi animali in effetti scavano delle buche ai piedi dell’arbusto per rosicchiare la scorza delle radici. Anche i porco-spini fanno il medesimo. A dire dei Neri, i gorilla cercherebbero anch’essi queste radici”.

Gollnhofer & Sillans (1983, p. 24) riportano che “mangiano l’iboga i pacoceri, che sarebbero stati quelli a far scoprire all’uomo le proprietà della pianta; anche gli elefanti secondo i Pigmei e i cinocefali e il gorilla presso i Mitsogo”.



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI


GOLLNHOFER OTTO & ROGER SILLANS, 1983, L’iboga, psychotrope africain, Psychotropes, vol. 1, pp. 11-27.

SAMORINI G., 2000, Animali che si drogano, Telesterion, Vicenza.

WALKER ANDRÉ, 1949, L’Iboga et le faux Iboga du Gabon, Revue de Botanique Appliqué et d’Agriculture Tropicale, vol. 29, pp. 630-1.


Link:

La Droga Contro Le Droghe

Tabernanthe Iboga La Leggenda..

Video Report Iboga

Neppure io credevo fosse possibile..

La Mia Prima Esperienza Con L' Iboga

I mandrilli e le radici dell’iboga

TABERNANTHE IBOGA - LA NATURA CONTRO LE DIPENDENZE

Informazioni per il trattamento

-

Commenti

Post popolari in questo blog

RUTA SIRIACA (PEGANUM HARMALA)

In questi ultimi anni una pianta, il cui rapporto con l’uomo è di antica data, è oggetto di una rinnovata attenzione da parte degli psiconauti enteogenici: il Peganum harmala. E ciò non tanto per le sue proprietà psicoattive, quanto per le sue potenzialità di sinergismo in accoppiamento con altri vegetali psicoattivi, specialmente quelli enteogeni. Come pianta nota e utilizzata presso le antiche culture del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente, non è da escludere il fatto che queste associazioni, o alcune di queste, fossero già state scoperte e valorizzate in precedenza. Considerata sino a non molti anni fa come una pianta psicoattiva di interesse secondario, il Peganum sta velocemente riacquistando la posizione che si merita, quale importante pianta sacramentale delle culture mediterranee e asiatiche. In queste pagine riporto un insieme di dati, provenienti da diverse discipline, al fine di offrire un quadro generale di informazioni su questa pianta; una pianta finora ignorata ...

INFORMAZIONI HEANTOS

Poiché questo non è un luogo di pettegolezzi, né un mercato ma un sito divulgativo e di scambi per persone che si confrontano con la tragedia della tossicodipendenza, ecco qui delle informazioni sul programma di disintossicazione Heantos (fino a pochi mesi somministrato solo ad Hanoi e ora ottenibile anche in Italia e non solo!). Si tratta di informazioni che reperii in rete, alcuni anni fa per cui alcuni aspetti oggi sono stati sviluppati. Le informazioni erano state tradotte sui diversi siti dall’inglese ( ai tempi non si trovava quasi niente in italiano) presumo tramite traduttore automatico e dunque non sono molto precise. Ma aiutano a capire la storia di questo metodo innovativo! E anche su come funzionano Questi i recapiti del prof. Sung che purtroppo non parla italiano ma inglese perfettamente ( oltre al tedesco, avendo frequentato l’università in Germania). Di lui potete d fidarvi, è uno stimato e noto studioso! Prof. Tran Van Sung Institute of Chemistry 18-H...

Esperienza con Mimosa Hostilis e Peganum

  E' stato bellissimo pero non ho avuto allucinazioni tipo vedere altri esseri viventi ho cadere dentro un tunnel e oltrepassare la luce bianca e ritrovarmi in un altro mondo sicuramente la dose non bastava ma comunque e stato bellissimo e difficilissimo da descrivere visto che non ho visto niente di stravolgente le uniche cose strane sono state poche ad esempio vedevo la mia mano stranissima e la riuscivo a vedere anche se ero al buio , era come sfocata o stenza contrasto e come se cera un velo sopra e la cosa piu bella era che mi sono ricordato di averla vista gia cosi (forse quando ero molto piccolo ) infatti vedevo tutto in un altro modo con i colori molto accesi e appezavo la bellezza della natura infatti mi sono fatto una passeggiata a piedi dopo che l'effetto era finito e mi sono affascinato a guardare tutto perche lo vedevo con gli stessi occhi di quando ero piccolo. ancora adesso mi sento molto meglio io sono molto nervoso e ho sempre i batti accellerati in...

Estrazione acido-base di alcaloidi

In questo articolo un tipo di estrazione molto comune in ambito chimico, ed è usata principalmente per estrarre i principi attivi dai vegetali, e precisamente degli alcaloidi. Questi ultimi prendono Il nome da alcalis, ovvero basico. Sono componenti dal gusto amaro e anche più o meno tossici (un esempio banale è la caffeina). Nella loro struttura molecolare è sempre presente almeno un atomo di azoto legato a dei metaboliti organici. Per ogni alcaloide i componenti utilizzati per l’estrazione sono leggermente diversi, ma il metodo che andrò a descrivere è generalizzato e quindi applicabile a tutti gli alcaloidi. Di seguito riporto gli alcaloidi più comuni che è possibile estrarre con questo metodo. • Caffeina • Nicotina • Cocaina • Morfina • LSA • DMT e molti altri. MATERIALE NECESSARIO • Almeno 5 vasi di vetro, le dimensioni dipendono dalla quantità di materiale organico. • Acido muriatico (in alternativa potete usare del semplice succo di limone o aceto di vino bianco) • Soda caustica...